Vita da cavallo
**AGGIORNATO**
(ebook)
Una sella per due
(ebook)
Ma i cavalli hanno una coscienza?
**NOVITA**
La vita segreta degli stalloni I denti – 6 semplici controlli Perché mio cavallo si comporta male? Il Cavallo anziano 10 proposte per cavalcare meglio Quando giovane è troppo giovane? Eticità e convenienza   Dai ad un uomo un pesce - The Brooke Hospital for Animals

Volume 43 2009 - HORSES For LIFE™ Magazine»

Quando giovane è troppo giovane?

“Il periodo di allenamento alla corda deve essere prolungato se il cavallo è così giovane e non ancora pienamente sviluppato, diciamo 3e mezzo- 4 anni, che portare il peso del cavaliere provocherebbe danni a tendini, ossa e giunture ancora troppo deboli”. Waldemar Seunig.

“Nessun cavallo al mondo, di nessuna razza, in tutti i tempi, è o è mai stato maturo prima dei 6 anni( 6 mesi più o meno)”. Questa affermazione ferma e incontrovertibile viene dal Dr. Deb Bennett, Ph.D.,una degli esperti leader nel settore dell’anatomia, conformazione e biomeccanica equina. La ricerca nella quale essa ha avuto una parte pionieristica è stata ora ripresa e confermata nel tempo e l’argomento ha dato inizio a una crescente attenzione verso il benessere del cavallo e disappunto verso il noncurante superamento dei limiti etici con l’uso, e quindi l’abuso, di cavalli molto giovani che vengono inseriti in termini competitivi spingendo le persone a seguire i dettami delle associazioni e dei giudici di gara invece di considerare la questione per conto proprio o preoccuparsi di indagare tutte le evidenze (le prove) ampiamente accessibili del severo danno procurato ai cavalli quando vengono sottoposti a un lavoro troppo duro troppo giovani.

Ecco quali sono i fatti ben conosciuti e ampiamente verificabili:

Riguardo a un’ età giusta per iniziare a lavorare fisicamente- le placche di crescita alla fine (sommità) di ogni osso (spesso placche multiple sulle ossa più complesse come la pelvi) devono essere fuse e complete. Dr. Bennett ci ha dato una massima molto facile per capire questo: più sono lontane dalla schiena, cioè più sono vicine al terreno, prima le ossa hanno completato la loro crescita. Questo periodo va approssimativamente da circa un anno per il pastorale corto ad almeno 4 anni per la pelvi. Nel suo articolo di Horses for Life di Settembre 2005 il Dr.Mayhew stabilisce che nella parte caudale le vertebre spinali spesso non sono completamente fuse fino all’età di 12 anni!

Ciò che non è sufficientemente riconosciuto è che la crescita di maturazione più lenta è sulla schiena, quella struttura orizzontale che non è, per definizione, così forte come le strutture verticali delle gambe. Così non solo la colonna vertebrale è “ la più lontana da terra” secondo la massima della Dr. Bennett ma ha in più lo svantaggio di essere strutturalmente più debole in termini di sopportazione del peso. Questo naturalmente non significa che sovraccaricare le gambe sia meno dannoso. E il sovraccarico non deriva solo da un troppo precoce e inappropriato lavoro fisico, per questo dobbiamo solo guardare le gambe dei giovani cavalli da corsa, può derivare anche da una sovralimentazione.- Pensate a quei grossi giovani cavalli così amati in tante manifestazioni, o al puledro supernutrito che fa troppo poco esercizio fisico. Quando i cavalli sono montati e cavalcati troppo giovani, sviluppano quella brutta e altamente inefficiente groppa “ che scivola in giù”:

Molti cavalli sono allevati in modo da sembrare più maturi di quello che sono in realtà oppure secondo un detto tradizionale si dice che sono “ precoci “, ma ciò semplicemente non è vero, sono tutti immaturi e non sono pronti per il lavoro sia fisicamente che mentalmente prima dei 5 o 6 anni d’ età. I cavalli molto giovani che iniziano lavoro e gare, per non parlare delle corse, sono i cavalli che finiscono per  essere “ buttati via “ o venduti a poco prezzo a un’età ancora molto giovane, alcuni 4 o 5 anni; sono i cavalli da dressage o da salto che sono finiti e bruciati fisicamente all’età di 8 0 10 anni, i cavalli che hanno problemi a non finire e passano da un proprietario all’altro, da una scuola d’equitazione all’altra, sempre più costosi in termini veterinari, sempre più un peso per il portafoglio, il tempo e la pazienza del loro proprietario.

La mentalità “ usa e getta “ inizia coll’avviare all’attività cavalli troppo giovani, con la necessità e la bramosia di farli lavorare vincendo e guadagnandosi il loro mantenimento. Questa mentalità è non solo sostenuta ma anzi creata dalle associazioni che organizzano spettacoli e competizioni e da istruttori e giudici.

C’era una tradizione nell’Inghilterra dei vecchi tempi, ancora mantenuta da alcuni ma ignorata da molti, per cui  si prende un puledro dalla nascita, gli si insegna le regole basilari delle buone maniere, come essere portato, nutrito, come farsi pulire i piedi, e così via via lo si abitua alla sella anche all’età di 2 o 3 anni sottoforma di gioco per cui la sella o la coperta o la cinghia vengono posti sulla groppa e il sottopancia tirato con cautela; quindi il puledro impara a camminare con la sella sulla schiena; si potrebbe anche montarci sopra a 4 anni ma cavalcando per non più di20 minuti per volta, magari facendo una passeggiata leggera al passo e trotto con un compagno che fa da maestro, procedendo su linee rette, nessun lavoro su circoli pesante per le giunture; poi lo si mette al pascolo e alla vita di gruppo fino all’età di almeno 5 anni…Solo allora può cominciare qualcosa lontanamente somigliante a un “ lavoro serio” , ed anche questo deve essere fatto molto lentamente, per arrivare molto molto gradualmente al “ lavoro pieno” a 6 anni o anche dopo.

Esaminiamo più da vicino il commento di W. Seunig al principio di questo articolo: egli parla di un cavallo molto giovane e poi, facendolo rimarcare, dichiara che intende da 3 anni e mezzo a 4! Quanti cavalli vediamo oggi già totalmente rovinati a quell’età dalla pressione e lo stress di un lavoro tropo precoce e duro? Cosa ci dice questo sui giovani cavalli presentati alle “Futurities”? ( corse dove i cavalli devono essere iscritti molti mesi prima o appena nati). Per essere competitivi questi cavalli devono iniziare- e lavorare molto duramente con sella e cavaliere- anche molto prima dei 2 anni!

Un altro punto strettamente legato a questo argomento è il fatto che così tanti puledri non hanno la possibilità di sviluppare,tendini e legamenti forti poiché sono rinchiusi in piccole stalle e raramente se non mai vengono portati fuori a giocare, correre, rotolarsi, sgroppare,tutti elementi essenziali in un corretto sviluppo di ossa sane e forti. Nessuna meraviglia dunque che gli animali siano resi,da uomini inconsapevoli, ancora più tragicamente suscettibili alle malattie di cui soffrono tutti i cavalli che cominciano troppo giovani, sindrome navicolare, spavenio, schinelle, problemi articolari del garretto, problemi alla grassella, artrite, per menzionare solo i problemi fisici.

Circola molto denaro intorno ai cavalli in molti settori degli sport equestri, e dove c’è denaro e tornaconto c’è poca speranza che sia udita la voce di protesta alla violazione del corretto sviluppo, o per la protezione degli interessi del cavallo, non parliamo poi di essere presi seriamente. Ma almeno aumentando la consapevolezza di ciò che deriva da tutto questo, più persone possono scegliere di prendere l’addestramento dei loro giovani animali  molto più lentamente e di spendere i primi anni costruendo con cura l’èducazione del cavallo – fisica , mentale, comportamentale, emotiva - attraverso la miriade di attività e metodi di addestramento disponibili che rendono questo lavoro non solo un divertimento per entrambi, uomo e animale, ma anche qualcosa di molto gratificante, qualcosa che continua a fiorire sviluppare e che mantiene tutto il colore e la sostanza molto dopo che i nastri e le rosette sono sbiaditi e decaduti. Un cavallo che è stato addestrato gradualmente in questo modo sarà una gioia da gestire e cavalcare, avrà una vita lunga e sana e una vecchiaia confortevole, mentre il suo proprietario potrà guardarlo negli occhi ogni mattina in uno spirito di onesta collaborazione.

Gli articoli e le ricerche del Dr. Bennett sono liberamente accessibili sul suo sito web –per una esposizione più estesa dei fatti in questione e alcuni diagrammi molto illuminanti, vedi:

www.equinestudies.org/ranger_2008/ranger_piece_2008_pdf1.pdf (PDF, 2.1 MB)»

Titolo originale: How young is too young?.....Tradotto dall'inglese da Bruna Nin e Susan Garvin, precedentemente pubblicato in Horses for Life (Volume 43 2009) www.horsesforlife.com/GarvinIsHowYoungIsTooYoung»

Due cavalli