Vita da cavallo
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Ma i cavalli hanno una coscienza?
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Scritto da Linda Kohanov, Traduzione dall'inglese di Monique Cavallari - gennaio 2013

Ma i cavalli hanno una coscienza?

Riceviamo, da una newsletter di Linda Kohanov, autrice di “‘The Tao of Equus’ (2001) e ‘The Power of the Herd (‘Il potere del branco’)  (in uscita quest’anno) nuove informazioni sui cavalli che riguarderanno VOI e quello che FATE con e per i cavalli…..

Gli scienziati dichiarano: gli animali hanno una coscienza.

…….dopo la pubblicazione del mio libro (The Tao of Equus) nel 2001, ho continuato a scontrarmi con molto scetticismo, scherno e derisione da parte di persone che pensavano fossi pazza a prendere in considerazione il fatto che un animale potesse pensare e provare dei sentimenti, e che altresì potesse avere qualcosa di utile da insegnare a noi umani.

Fortunatamente ho anche incontrato un gran numero di anime gemelle, le quali mi hanno incoraggiato a continuare a condividere le narrazioni di cavalli che hanno saputo cambiare la vita di persone che stavano loro accanto.

Questa estate, quelli di noi abbastanza ‘eccentrici’ da credere di poter imparare qualcosa dai cavalli e da altri animali, hanno ricevuto un aiuto da una fonte inaspettata. Il 7 luglio 2012, durante la conferenza in memoria di Francis Crick tenutasi alla Cambridge University, un insigne gruppo di scienziati internazionali ha proclamato pubblicamente che gli animali non possono essere considerati macchine biologiche. Basata su decadi di studi psicologici e comportamentali su diverse specie, la Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza (The Cambridge Declaration on Consciousness) afferma inequivocabilmente: ‘"..Prove convergenti indicano che gli animali non-umani hanno substrati neuroanatomici, neurochimici e neurofisiologici degli stati di coscienza, insieme alla capacità di esibire comportamenti intenzionali”. Di conseguenza  l'evidenza scientifica indica sempre di più che gli esseri umani non sono gli unici a possedere i substrati neurologici che generano coscienza”.

La sottoscrizione, firmata in presenza di Stephen Hawkin, dichiara che: “Negli esseri umani, ci sono prove indicanti che la coscienza è correlata con l’attività corticale che tuttavia non esclude il possibile contributo dell’elaborazione subcorticale [...] La dimostrazione che le emozioni negli uomini e negli animali emergono da network cerebrali subcorticali (neurali) omologhi. 

Gli animali non-umani, cioè tutti i mammiferi e gli uccelli, e molte altre creature, inclusi i polpi, posseggono quindi queste basi neurologiche.

Il fatto di accettare che altre specie pensano, provano sentimenti e decidono logicamente sarà un grosso cambiamento per tutti. Questo non vuol dire però che gli animali condividono sempre le nostre visioni e le nostre priorità. E in realtà è una fortuna che spesso non lo siano, specialmente quando si tratta di animali estremamente sociali e ‘non-predatori’  come i cavalli, i quali offrono approcci diversi dai nostri nei confronti del potere, della collaborazione e della libertà raggiunta attraverso le relazioni. Queste sono le lezioni che ci possono offrire nell’ambito del ‘psicoterapia con i cavalli’(equine assisted therapy).

Quindi…….. dove ci porta tutto questo?

Quali sono le implicazioni per proprietari e amanti di cavalli? Se accettate che i cavalli sono esseri senzienti che provano emozioni, che sono capaci di ragionare, che formano delle relazioni, quanto può influire questo sulla vostra gestione del cavallo? E se invece non lo accettate, sareste comunque in grado di immaginare, per 5 minuti, che è vero e quali implicazione potrebbe avere su di voi?

Due cavalli