Il cavallo anziano - inutile o senza prezzo?
Il Cavallo anziano
Molto
è stato detto e scritto sul cavallo giovane, da puledro a quattro anni, e
sull’addestramento per portare sella e cavaliere, iniziando la vita lavorativa.
Sono state condotte e sono tuttora in atto numerose ricerche su questi stadi e
sulle fasi successive dei cavalli da competizione o degli animali da
allevamento, ma esistono poche pubblicazioni indirizzate a quelle persone che
cavalcano cavalli più anziani, considerando per “anziani” il cavallo tra 18/20
anni ai 30+ anni. Ciò è in parte dovuto al fatto che
la stragrande maggioranza dei cavalli divenuti anziani viene allontanata dai proprietari, ceduta o venduta a scuole di equitazione, a
commercianti o macellai, o almeno fino ai tempi più recenti.
Un libro molto importante in merito è 'Cavalli inutili?' da Roberta Ravello»
Mi auguro che i proprietari di cavalli creino legami sempre più forti e stretti con i loro cavalli. Credo che in questo possa essere di aiuto la cultura diffusa di Parelli e Roberts e l’approccio “centrato sul cavallo” in contrapposizione con gli approcci “usa e getta” dei moltissimi affitacavalli estivi e delle inevitabili scelte “consumistiche” strettamente collegate all'ambiente agonistico. L’obbiettivo é quello di creare una realtà nella quale i cavalli, una volta divenuti “anziani”, vivano in pace e dignitosamente con i loro proprietari ove possibile anziché essere scambiati come automobili usate per “modelli” più giovani. Pat Parelli (libro versione inglese Natural Horse-Man-Ship pag. 55) distingue tra il concetto di “tempo” per Natural Horse-Man-Ship e “tempo” per i cavalieri “normali”: “Oggi come oggi, nei tempi di cavalli usa e getta, molti cavalli sono finiti a quattro anni. Questa é una delle più grandi differenze tra “tempo” in PNH dove si cura un’amicizia che dura una vita, e “tempo” in equitazione normale dove hai oggi un vincitore-all’etá-dell’asilo che forse non ha neanche un domani” (traduzione mia).
Minty a 40 anniIn Inghilterra è nata
un’associazione “The Veteran Horse Society” (Società
Cavalli Veterani, www.veteran-horse-society.co.uk) dedicata esclusivamente ai cavalli dai 15 anni in su. Gli associati sono proprietari di
cavalli “veterani” che ricevono un newsletter,
suggerimenti e consigli per prodotti specifici e hanno a disposizione una linea
telefonica diretta gratuita con veterinari specializzati per qualisiasi
problema di salute del cavallo anziano. Sul depliant dell’associazione si vede
una foto di due cavalle in forma splendida - una di 33 e l’altra di 40
anni! Ogni anno ci sono gare al
livello locale, regionale e nazionale per premiare i cavalli di ogni categoria
(ad es 15-20, 20-25 e così via) e in questo articolo si vedono delle foto di
alcuni campioni. Per cavalli
che non possono viaggiare per essere presenti alle gare c’è anche la
possibilità di essere giudicati per foto e per video. Le esperienze e le informazioni che questa associazione sta raccogliendo dimostrano che abbiamo molto da imparare sulle
capacità dei cavalli non più giovani e anche semplicemente su quanti anni può
vivere un cavallo se tenuto con un po’ di protezione e cura – attualmente
la Società VHS ha una cavalla – sana e felice – di 50 anni!
Quali sono i pregi di un cavallo anziano? Esiste un vecchio detto che recita “cavaliere giovane, cavallo anziano” dove con il termine “giovane” si fa riferimento all’inesperienza piuttosto che al dato anagrafico.
Il significato di
questo detto è evidente: un cavaliere senza esperienza ha bisogno di un cavallo
più anziano per imparare. Tuttavia penso che dovremmo migliorare il detto
aggiungendo che per cavallo anziano intendiamo un cavallo ben addestrato e
pertanto capace di insegnare qualcosa ad un cavaliere
inesperto. La realtà ovviamente è spesso abbastanza diversa e molti cavalieri non progrediscono oltre le conoscenze di base perché alcuni
cavalli - pur essendo anziani e di grande esperienza - non sono in grado di
insegnare perché hanno loro stessi dei problemi o hanno acquisito abitudini
indesiderate anche a causa di errori compiuti da cavalieri inesperti:
probabilmente per autodifesa hanno cominciato ad avanzare sbilanciati, appoggiando eccessivamente sulle
gambe anteriori, a tirare o appoggiare sull’imboccatura, andare con la spina
dorsale curvata in basso e così via.
Però illustra il
detto in senso letterale con Timmy – 35 anni – e Robbie – 5
anniMi sembra improduttivo e troppo ambizioso
mettere un cavaliere senza esperienza su un cavallo poco addestrato o con
problemi con l’idea che il cavaliere insegnerà qualcosa al cavallo durante le
lezioni. Lo giudico poco più di un test di sopravvivenza per entrambi. Il
cavallo anziano medio arriva alla scuola di equitazione con le abitudini e
l’allenamento di tutta una vita e potrebbe essere necessario del tempo per
correggere gli errori, per sviluppare i muscoli giusti ed iniziare a lavorare nel modo migliore per far imparare, alle persone che lo
cavalcano, le regole basilari di una buona equitazione. Con un po’ di tempo e
di pazienza e con un programma chiaro e valido, praticamente ogni cavallo può essere portato in condizione di essere un buon cavallo da
scuola. Ciò che normalmente manca è la convinzione che le cose possano andare
così e la volontà di portarle avanti! E’ difficile trovare scuole di equitazione dove tutti i cavalli di
scuola sono montati regolaramente da cavalieri esperti o di livello più
avanzato per aiutarli a non cadere nelle abitudini cattive.
Il cavallo anziano può essere un ottimo professore non solo per il cavaliere inesperto ma anche per il cavallo più giovane e con meno esperienza.
Al cavaliere offre in genere una cavalcata più tranquilla (ci sono tuttavia drammatiche eccezioni!!) ed una comprensione migliore degli aiuti non tanto chiari, della routine delle lezioni, delle sorprese e degli ostacoli della campagna. Sarà probabilmente in grado di sopportare una giusta dose di mancanza di equilibrio da parte del cavaliere e di uscire dalle difficoltà causate dall’inesperienza di quest’ultimo. Più di un cavallo anziano ha fatto prendere i primi contatti con il salto ad un cavaliere totalmente incapace, oppure è scivolato sul sedere giù per una scarpata senza batter ciglio mentre il cavaliere stava in sella in preda al panico fissando le profondità del dirupo convinto che la morte sarebbe stata vicina per tutti e due. Un cavallo più giovane potrebbe essere insicuro del proprio equilibrio, o incapace di decidere il momento giusto di saltare senza l’aiuto giusto del cavaliere. Un cavallo più anziano di solito “ha già visto tutto” e pertanto rischia meno facilmente di spaventarsi per rumori forti o sacchetti di plastica che sbattono, anche se bisogna dire che persino il più lento e placido cavallo anziano può sorprenderci in ogni momento.
Per il cavallo giovane e/o inesperto il cavallo-professore rappresenta un compagno calmo e rassicurante per le prime avventure fuori nel mondo, sulle strade e nel maneggio, o durante un viaggio in trailer per andare ad una gara. Nel paddock i cavalli più anziani possono insegnare un po’ di buone maniere e di regole di gruppo ai giovani più esuberanti ed egoisti.
Il cavallo anziano ha tanti pregi ma ha anche i suoi limiti. Ha bisogno ad esempio di cure e di attenzioni particolari in tutti gli aspetti della sua vita.
“Prima” e “dopo” -sopra: Ben prima della scoperta che gli mancano i denti molari e sotto, un anno dopo che ha cominciato a mangiare la “pappa”
Quando il sistema digerente e
quello immunitario invecchiano, hanno bisogno di aiuto extra come un’attenta
sverminazione, una dieta accurata ed un programma
completo di vaccinazioni. Si può notare che un cavallo anziano fino a questo momento
robusto sta perdendo peso o semplicemente “non è più se stesso” e di
conseguenza si realizza che magari ha bisogno di essere riparato nella stalla
di notte, oppure di avere una coperta in più, o una coperta impermeabile in
campo mentre prima stava bene senza. I denti del cavallo giovane e di quello
anziano tendono ad avere bisogno di maggiore attenzione rispetto a quelli del
cavallo d’età intermedia, pertanto dovrà essere previsto un trattamento attento
e molto regolare ed i denti dovranno essere
controllati alle prime avvisaglie di problemi come la perdita di peso e di
appetito. Un sistema digerente che invecchia potrebbe richiedere cibo
differente, magari granaglia cotta oppure acqua aggiunta ai mangimi per
renderli più morbidi e soffici e pertanto più facili da masticare e da
digerire. I punti che seguono sono
applicabili a tutti cavalli ma i cavalli anziano possono aver bisogno di essere controllato più spesso:
· i denti – angoli aguzzi; marci o rotti; gengive doloranti o infiammate con magazzino di cibo in putrefazione tra i denti; guance tagliate dai denti aguzzi; un segno chiaro che i denti hanno bisogno di attenzione é che il cavallo lascia cadere dalla bocca quantità mezzo masticate di mangimi, fieno e erba mentre sta mangiando; presenza di chicchi di avena interi nelle fiande, chiaro segno che il cavallo non sta masticando bene il cibo CAVALLO ANZIANO – può avere i denti consumati o non-esistenti rendendo necessario la somministrazione di cibo più facilmente masticato oppure in forma di “pappa” che non ha neanche bisogno di essere veramente masticato;
· vermi – analisi del sangue e delle feci possono mostrare se un programma di sverminazione è stato efficace (anche se una volta che si vedono i vermi, il danno grave è già fatto); CAVALLO ANZIANO: se non è stato sverminato regolarmente tutta la sua vita potrebbe avere lo stomaco e/o intestino danneggiati irreparabilmente quindi avrebbe bisogno di integratori che aiutano a digerire;
· sangue – un buon controllo generale, seguito se necessario da esami più specifici, può mostrare una serie di problemi “invisibili” che possono poi essere trattati con medicine o integratori;
· ricordate che se fa freddo di notte il cavallo potrà utilizzare fino all’80% dell’apporto energetico ricevuto con il cibo, solo per mantenersi caldo, e lo stesso
vale ovviamente nel caso in cui venga lasciato fuori sotto la pioggia in un
campo fangoso senza riparo e senza fieno extra (di buona qualità); CAVALLO ANZIANO: con un sistema digestivo magari un
po’ meno efficace, con i denti non più perfetti, con meno voglia di muoversi
per tenersi caldo, può aver bisogno di una coperta quando prima stava benissimo
senza.
I cavalli anziani possono essere molto attaccati alle abitudini e possono avere difficoltà nel cambiare i comportamenti di un’intera vita. Queste abitudini saranno legate al trattamento che hanno ricevuto durante la loro vita, al lavoro che hanno fatto ed anche ai danni o ai problemi fisici subiti. Tuttavia non credo che i cavalli siano incapaci di imparare nuovi modelli di comportamento, nuove reazioni a nuovi stimoli o nuovi atteggiamenti nei confronti delle persone o del lavoro. Notavo nel mio stesso cavallo, a 21 anni, la medesima curiosità di quando era un puledro di un anno, e ha risposto molto bene e con grande interesse ai giochi ed ai nuovi approcci che stiamo entrambi imparando da Pat Parelli e Monty Roberts.
Un cavallo anziano che cambia lavoro (ad es. lascia il campo competitivo e diventa un cavallo da passeggiata, oppure diventa un cavallo da scuola) avrà bisogno di molta comprensione e molta pazienza per aiutarlo non solo di cambiare abitudini ma anche di sviluppare muscoli nuovi – basta notare come per noi è impegnativo cominciare un nuovo sport oppure fare esercizi diversi durante una seduta di palestra o di yoga.
Simon (22 anni) ha avuto un discreto successo quando ha lasciato il lavoro di cavallo di scuola (a 19 anni) per diventare cavallo da dressage ma ha dovuto sviluppare una nuova musculatura. Forse il cavallo deve imparare di
comportarsi in un modo non-competitivo dopo una vita di gare, oppure deve
imparare di fare passeggiate fuori mentre prima forse non usciva mai dal
rettangolo del menaggio e il campo di ostacoli. Non è né realistico né corretto pretendere che il
cavallo sà subito e istintivamente come muoversi lungo i sentieri in dislivello
in campagna, o sulle strade trafficate, oppure come comportarsi in un gruppo di
cavalli di scuola in una lezione per principianti, e così via. Forse prenderemmo
per scontato che un cavallo giovane deve imparare queste cose
ex nuovo ma non sempre si applica la stessa comprensione ad un cavallo
più anziano, presumendo un’ esperienza e una maturità che effettivamente non
ha. Tali cavalli andrebbero
abituati gradualmente e con tatto al loro nuovo lavoro e i nuovi doveri. Se compriamo un
cavallo senza sapere molto della sua vita prima dell’acquisto allora dobbiamo
andare avanti con grande cura e faccendo molta attenzione ai piccoli segni che
ci aiutano a capire e indovinare come è stato trattato
nel suo passato, e che tipo di lavoro ha fatto (oppure non ha mai fatto) e
quindi che cosa per lui è completamente nuova, strana e forse anche
minacciante. Dobbiamo ricordarci
sempre che il cavallo ha ancora un forte istinto di animale di preda e il suo
primo istinto davanti allo sconosciuto è di scappare, quindi punirlo per una
reazione del genere quando non sappiamo neanche il suo passato mi sembra
controproducente e forse anche cattivo da parte nostra.
Alcuni cavalli hanno subìto gravi danni emozionali nonché fisici e potrebbero avere bisogno di molto tempo per rispondere ad un trattamento differente e più delicato. Se la loro esperienza di vita fino ad ora gli ha insegnato che non possono fidarsi delle persone, sarà molto probabile che non rispondano velocemente ad un nuovo proprietario che li tratti in modo differente. Se la loro esperienza di vita fino ad ora gli ha fatto capire che possono mordere, scalciare, fermarsi in passeggiata, e così via avranno bisogno di molta comprensione e tatto per aiutarli a cambiare il loro modo di comportarsi, specialmente se si sono abituati bene anche alle botte gli urli e la frusta al punto di non sentirli più. Monty Roberts e i suoi allievi hanno dimostrato chiaramente che quasi tutti i cavalli possono imparare a lasciare indietro queste cattive abitudini ma è anche vero che ci vuole molta pazienza e probabilmente molto molto tempo.
Bisogna
dire poi che se il cavallo è tenuto in un maneggio è importante ricordarsi che
lo staff del maneggio potrebbe non essere così gentile e paziente come voi e
potrebbe distruggere tutto il vostro lavoro con una reazione brusca o persino
violenta al comportamento del cavallo, che invece ha bisogno di molto tempo per
imparare un modo nuovo di comportarsi e di dimenticare cattive abitudini che
probabilmente ha preso nel primo luogo per difendersi da trattamento poco
comprensivo o addirittura crudele. Uno tra i tanti esempi
potrebbe essere il cavallo che ha preso la cattiva – e pericolosa –
abitudine di uscire dal box troppo velocemente magari sbattendo chi lo sta
portando fuori contro il muro.
Ghibli a 20 anni, con Ben 33.Non ha senso passare delle ore faccendo un
lavoro di riabilitazione voi se poi lo stalliere non ha la pazienza o la
capacità di continuare nello stesso modo. Bisogna essere vigili ed attenti e non dare tutto per scontato. E’
questo un caso in cui un buon maneggio con uno staff di veri professionisti e
veri amanti dei cavalli, giustifica una spesa più elevata e spostamenti
maggiori per raggiungerlo!
Il cavallo anziano può ancora apprezzare una vita lavorativa attiva, ma necessita di cure extra e di attenzioni per ogni aspetto. Pur non potendo fare scomparire le vecchie ferite ed i vecchi problemi, e pur rimanendo i segni indelebili delle negligenze passate sullo stato generale di salute, si può fare sempre molto per migliorare questo stato. Molti cavalli che hanno partecipato alla suddetta competizione in Gran Bretagna erano stati regolarmente allenati fino a 30 anni e anche di più. Ma chi prende a carica un cavallo anziano dovrebbe essere pronto a spendere tempo e soldi per aiutarlo ad affrontare tranquillamente la nuova vita e cosciente del fatto che il cavallo potrebbe costare di meno perché più vecchio ma sicuramente costerà ugualmente e magari di più per riparare danni passati e cure extra necessarie soltanto perché il cavallo ha qualche anno in più.

